Venerdì 29 settembre si è tenuta a Lucca una conferenza promossa da Italia Nostra Lucca e Italia Nostra Pisa sul tema “La difesa dei confini fra Lucca e Pisa nel Medioevo: verso un itinerario dei sistemi di fortificazione“. All’iniziativa hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle due associazioni, anche il Ciscu (Centro internazionale per lo studio delle cerchia urbane) con il presidente Enrico Romiti, Salviamo La Rocca aps con il suo rappresentante Francesco Noferi e l’associazione “Il Castello” di Nozzano per voce della sua presidente Elda Carlotti.

L’auditorium della Fondazione Banca Del Monte di Lucca, in piazza San Martino, era gremito, e già questo dà la misura dell’interesse suscitato da un territorio ancora poco conosciuto ma che si comprende bene quanto abbia da dare e da rivelare.

L’intervento del prof. Romiti ha messo in fila, una dopo l’altra, le torri, le fortezze e i castelli che fanno parte di questo ampio e affascinante sistema fortificato di confine. Al tempo stesso, le immagini che scorrevano sullo schermo, mostravano i vasti segni della desolazione, dell’abbandono e dell’incuria, eccezion fatta per il castello di Nozzano.

Dall’incontro di Lucca, però, è emersa anche e soprattutto propositività. Era esattamente l’obiettivo di Salviamo La Rocca e crediamo che sia stato centrato appieno. Da oggi si apre una nuova fase per il territorio della valdiserchio-oltreserchio, un territorio che ha tantissimo da dare in ottica turistica, e che potrebbe essere una delle principali mete complementari ai due grandi attrattori culturali che sono Lucca e Pisa. Per aumentare la permanenza media dei visitatori (in progressivo declino), per garantire un’esperienza piena del medioevo toscano, non bastano soltanto le due città d’arte. Il visitatore deve poter percorrere un itinerario lento, godibile, in cui si senta protagonista di una scoperta, passo dopo passo, pedalata dopo dopo pedalata, e non gli venga servito un “menu preconfezionato”; un itinerario che lega le due città, immergendosi nella storia, nel paesaggio, nelle tradizioni, nell’ambiente, dal Serchio ai monti, dalle torri ai castelli, dalle piste ciclabili ai sentieri. Un itinerario fisico anzitutto, con la proposta della pista ciclabile “delle Torri e delle Mura” effettuata da Italia Nostra e che appoggiamo convintamente, o come il raccordo ciclo-pedonale tra Ripafratta e Nozzano proposto da Salviamo La Rocca; ma anche un itinerario culturale, architettonico ed esperienziale, plurale e sfaccettato (dall’architettura religiosa a quella militare e civile), che lega le due città.

La nostra proposta a questo punto è semplice: apriamo da subito un confronto operativo tra le associazioni che si stanno interessando e dedicando a questa realtà. Italia Nostra, Salviamo La Rocca, l’associazione “Il Castello” di Nozzano, il Gruppo Archeologico Vecchianese, le altre realtà associative che potranno e vorranno dare un contributo. Si arrivi entro breve ad un progetto condiviso, e al coinvolgimento degli attori istituzionali che – affiancati dalla passione propulsiva dell’associazionismo – possano finalmente avviare una politica concreta di recupero e sviluppo di questi beni storici e del loro territorio.

Come ripafrattesi, saremmo orgogliosi se questa proposta e questo progetto potessero prendere corpo ed essere presentati in occasione della prossima Festa della Rocca, che a giugno 2018 ricorderà proprio gli 860 anni della “Pace di Ripafratta”, siglata nel 1158 tra Lucca e Pisa.

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