FAQ

Il recupero della Rocca

L'unica cosa che ci sentiamo di rispondere in tutta tranquillità è: non ottimali. Non sono state fatte da tempo indagini sulle condizioni della struttura; sono visibili importanti crepe che attraversano la cinta muraria esterna da parte a parte. La vegetazione infestante ha invaso l'interno e aggredito la struttura.

La Rocca è tuttora proprietà di privati cittadini; appartiene infatti alla famiglia Camici Roncioni. Il Comune di San Giuliano Terme ne ha deciso l'acquisto con una votazione unanime del consiglio comunale, che ha contestualmente stanziato 30.000 euro. Ulteriori 100.000 euro sono arrivati come contributo dalla Regione Toscana. Con la cifra così composta, il Comune può adesso procedere all'atto di acquisto e renderla una proprietà pubblica.

Il sindaco di San Giuliano Terme aveva scritto nel 2017 ai proprietari, chiedendo la donazione del bene al Comune, e ricevendo risposta negativa. L'alternativa all'acquisto, cioè l'espropriazione, era una strada comunque onerosa dal punto di vista economico e più incerta nel suo iter.

No. Noi non chiediamo che il Comune di San Giuliano Terme ristrutturi a sue spese la Rocca. Ovviamente. Abbiamo sempre chiesto però che si facesse promotore delle iniziative necessarie a risolvere la questione della proprietà. Con la decisione di acquistarla direttamente, il Comune ha fatto anche di più. Sarà poi necessario però che acquisisca, bonariamente o meno, anche i terreni circostanti.

La proprietà della Rocca è limitata, grosso modo, all'edificio stesso, ed è circondata da due terreni di due ulteriori privati, uno dei quali possiede anche una strada carrabile di accesso che arriva nei pressi della struttura. Come è facile intuire, se si vuole arrivare ad un recupero (e quindi a lavori di messa in sicurezza) è vitale avere la disponibilità degli spazi che fiancheggiano il bene storico da tutti i lati, e ovviamente una via di accesso. Ecco perché, su nostra richiesta, il sindaco ha avviato dal 2017 trattative con i due proprietari dei due terreni. Da parte di entrambi c'è stata disponibilità a discutere una forma di cessione, ma sono state poste condizioni importanti che devono ora essere valutate con attenzione. Ad esempio, il privato che possiede strada e terreno "lato pisano" chiede, perché la sua donazione sia concretizzata, che la Rocca sia proprietà del comune. Una condizione che presto sussisterà.

 

Il percorso avviato con la Fondazione Pisa (ex Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa) negli anni scorsi si è arenato a seguito della richiesta di una garanzia economica da parte della Fondazione nei confronti del comune per poter avviare qualsiasi operazione di recupero. Lo studio del centro ASK, commissionato dalla Fondazione stessa, aveva infatti evidenziato una difficile sostenibilità della gestione futura della Rocca restaurata: in conseguenza a questo, e per avere garanzie che il futuro proprietario della struttura, ovvero il comune, mantenesse aperto e in attività il bene per un certo periodo di anni, la Fondazione ha chiesto al comune una fideiussione bancaria pari all'importo dell'intera operazione. In caso di "chiusura" della struttura in un eventuale futuro, la fideiussione avrebbe garantito che la Fondazione riavesse indietro i soldi. Una garanzia che il comune ha affermato di non potersi permettere.

 

È una domanda che ci viene posta spesso, visto il grande attivismo del FAI a livello nazionale. Il FAI possiede un certo numero di beni in Italia, ma opera principalmente attraverso la sensibilizzazione e la promozione. Ogni anno organizza visite come le Giornate di Primavera FAI, a cui nel 2018 ha partecipato anche la Rocca di Ripafratta, vista da oltre 700 persone in un giorno. O iniziative come I Luoghi del Cuore, ogni due anni, a cui abbiamo deciso di partecipare per l'edizione 2018, raggiungendo il 5° posto in Toscana.

Nel 2017 il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell'Università di Pisa, il comune di San Giuliano e Salviamo La Rocca hanno sottoscritto una convenzione, in base alla quale il Dipartimento ha lavorato a un progetto di recupero, articolato in più fasi, e che comprende anche un approfondimento gestionale. Tale progetto sarà pronto a breve.

Inoltre, sulla base di una proposta presentata da Salviamo La Rocca, nel 2019 l'Università, il Comune e l'associazione hanno firmato un protocollo d'intesa e costituito un "Comitato promotore per il recupero della Rocca", di cui fanno parte il prof. Marco Giorgio Bevilacqua, che ne è presidente, il sindaco Sergio Di Maio e il presidente di Salviamo La Rocca Francesco Noferi. Il Comitato ha il compito di individuare le migliori strade per arrivare al recupero della Rocca e produrre uno studio di fattibilità sulla base del progetto realizzato dal Dipartimento. 

 

La cifra media raccolta dai crowdfunding in Italia è piuttosto bassa per le esigenze di recupero della Rocca. Certamente non adeguata a coprire le ingenti spese di messa in sicurezza. Potrebbe però essere uno strumento utile per finanziare una piccola parte, anche simbolica, del recupero e sensibilizzare ulteriormente la popolazione ed eventuali altri donatori privati.

In ogni caso, qualsiasi cifra raccolta con un'iniziativa di crowdfunding dovrebbe essere affiancato da un importante finanziamento da parte di altri soggetti pubblici e/o privati.

La struttura è ammirabile solo esternamente: è infatti costeggiata da un sentiero ufficiale CAI-RET Rete escursionistica Toscana, lo "00", che parte da Ripafratta (via di Sopra) e in 5-10 minuti di cammino arriva sotto la Rocca.

L'associazione Salviamo La Rocca e le sue attività

"Salviamo La Rocca aps" è un'associazione di promozione sociale iscritta nell'albo delle pro loco della provincia di Pisa, oltre che nel registro regionale delle associazioni di promozione sociale.

Nata nel 2012, ha raccolto e incanalato gli sforzi dei cittadini di Ripafratta per tutelare la Rocca e il proprio territorio. Si occupa di promuovere la messa in sicurezza e valorizzazione del bene storico, oltre che del borgo di Ripafratta, di promuovere studi e approfondimenti in materia, di raccogliere e divulgare informazioni, tradizioni, testimonianze, di combattere il degrado, di valorizzare il senso di appartenenza e il vivere comune.

Dal 2020 aderisce all'UNPLI - Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia. La sua sede si trova in via Statale Abetone n. 264, presso il Centro civico comunale di Ripafratta.

Da cittadini come voi; molti abitano a Ripafratta, molti altri no, perché la Rocca è un bene che appartiene a tutto il territorio. Scopri chi siamo qui.

Fortezze di Confine è un progetto lanciato da quattro associazioni che si occupano di beni storici nel territorio pisano e lucchese: Salviamo La Rocca aps, Gruppo Archeologico Vecchianese, Associazione "Il Castello" di Nozzano, Italia Nostra Onlus sez. Pisa. L'obiettivo del progetto e del gruppo è di far conoscere e valorizzare tutto il sistema fortificato di confine tra Pisa e Lucca che sorge nella Valdiserchio. Di esso fa idealmente parte la Rocca di Ripafratta con le sue torri, ma anche il Castello di Nozzano, le torri e i ruderi presenti sul territorio tra Vecchiano e Lucca, e il santuario di Santa Maria in Castello a Vecchiano, già fortificazione.

Salviamo La Rocca aps è autorizzata dal Comune di San Giuliano Terme a effettuare visite guidate ai beni storici del territorio di Ripafratta, ovviamente senza alcuno scopo di lucro. Queso include le visite alla Rocca (che ovviamente effettuano un percorso esterno) e le visite al borgo di Ripafratta e ai suoi dintorni.

In collaborazione con guide ambientali, l'associazione promuove anche escursioni più elaborate alle altre fortezze vicine, tutte parte della medesima "cintura di fortificazioni" del confine pisano-lucchese. Seguiteci qui sul sito o su Facebook per conoscere le date delle iniziative previste.

La Festa della Rocca e del suo territorio è una manifestazione che si tiene ogni anno il primo o il secondo fine settimana di giugno, organizzata da Salviamo La Rocca aps nel borgo di Ripafratta.

La Festa prevede visite guidate alla Rocca e al borgo, e iniziative mirate a far vivere il territorio a 360 gradi: rafting in Serchio, tiro con l'arco storico, orienteering, passeggiate, escursioni, musica e buon cibo.

"Le vie del confine" è il nome del ciclo di visite, escursioni e passeggiate promosso ogni anno dall'associazione Salviamo La Rocca in collaborazione con altre realtà del territorio, per far scoprire le fortificazioni, i beni storici e i paesaggi del confine pisano-lucchese in Valdiserchio.

Dal 2020, con la terza edizione, il cartellone di visite abbraccia l'intero anno solare. Tutte le informazioni cliccando qui.

Per diventare socio di Salviamo La Rocca aps è necessario scaricare e stampare un apposito modulo di iscrizione, quindi compilarlo e firmarlo e inviarcelo scansionato via mail.

Sarà poi necessario versare la quota associativa, che è fissata in 10 euro annui.

L'intero procedimento e il modulo si trovano qui.

Potete effettuare una donazione sia online, tramite Paypal, che con bonifico bancario o direttamente in contanti durante una delle nostre iniziative. I vari metodi per donare sono descritti qui.

Tutte le offerte raccolte dall'associazione vengono impiegate per le iniziative di divulgazione storica, per l'organizzazione delle manifestazioni pubbliche (visite, escursioni, Festa della Rocca, "Le vie del confine", conferenze, convegni, incontri) e per la promozione e valorizzazione del territorio (stampa di brochure turistiche, "adozione" di spazi pubblici per riscattarli dal degrado, informazione turistica).

Nel 2020, ad esempio, abbiamo intenzione di realizzare e stampare in numerose copie un opuscolo di informazione per i visitatori che vengono sul territorio, e di realizzare un "Museo della Rocca e del territorio". Naturalmente, anche il funzionamento quotidiano dell'associazione richiede fondi: dalla burocrazia ai permessi, alla gestione e manutenzione del Centro civico di Ripafratta.

Il Centro civico comunale "Eugenio Del Genovese" di Ripafratta è uno spazio pubblico, ricavato nei locali delle ex scuole elementari "Concetto Marchesi", a disposizione di associazioni e cittadini per le loro attività.

Dispone di stanze e aule per assemblee e riunioni, un locale dedicato ai medici di famiglia del territorio, un'aula multimediale con diversi pc, connessione internet e proiettore, oltre che di servizi igienici e giardino. Il Centro civico è attualmente gestito proprio da Salviamo La Rocca aps, che vi ha stabilito anche la propria sede legale.

Aule e spazi possono essere richiesti dalle associazioni e dai cittadini per le loro attività, saltuarie o continuative. Per ulteriori informazioni controllate questa pagina.

L'associazione ha deciso di unificare tutta la propria documentazione storica, l'archivio fotografico, documenti e testi, e le conoscenze dei suoi collaboratori in un unico "Museo" che possa essere visitabile da turisti e dalla comunità locale.

Racconterà dunque la storia del territorio, dei suoi beni storici e della sua comunità attraverso i secoli, fino agli anni più recenti (l'associazione ha ereditato il corposo archivio di foto d'epoca del Comitato per Ripafratta).

Al momento il Museo è ancora in fase di progettazione, ed ha ricevuto il patrocinio del Comune di San Giuliano Terme. Dovrebbe trovare posto nei locali al piano terra di Villa Danielli Stefanini, ex Asilo infantile.

Tutti sono invitati a partecipare alla costituzione del museo, fornendo immagini d'epoca, testimonianze, materiale storico di qualunque tipo. Scrivete a info@salviamolarocca.it

Il Centro civico comunale "Eugenio Del Genovese" di Ripafratta è uno spazio pubblico, ricavato nei locali delle ex scuole elementari "Concetto Marchesi", a disposizione di associazioni e cittadini per le loro attività.

Dispone di stanze e aule per assemblee e riunioni, un locale dedicato ai medici di famiglia del territorio, un'aula multimediale con diversi pc, connessione internet e proiettore, oltre che di servizi igienici e giardino. Il Centro civico è attualmente gestito proprio da Salviamo La Rocca aps, che vi ha stabilito anche la propria sede legale.

Aule e spazi possono essere richiesti dalle associazioni e dai cittadini per le loro attività, saltuarie o continuative. Per ulteriori informazioni controllate questa pagina.