Risposte alle domande più frequenti sulla Rocca di Ripafratta e il suo recupero

In che condizioni è la Rocca di Ripafratta?

L’unica cosa che ci sentiamo di rispondere in tutta tranquillità è: non ottimali. Non sono state fatte da tempo indagini sulla stabilità e sicurezza della struttura; sono visibili importanti crepe che attraversano la cinta muraria esterna da parte a parte. La vegatazione infestante ha invasto l’interno e aggredito le strutture murarie.

Perché è in queste condizioni un bene storico di tale valore?

La Rocca è attualmente proprietà di privati cittadini, il che costituisce il principale ostacolo ad un suo recupero; è appartenente dal XIX sec. alla famiglia Camici Roncioni, che non ha espresso posizioni pubbliche in merito alla messa in sicurezza e alla riqualificazione del bene. C’era invece disponibilità della proprietà alla vendita (l’ipotesi più avanzata a cui si era arrivati era un’acquisto da parte della Fondazione Pisa, ma nell’ambito di un percorso che è poi purtroppo fallito in partenza per due volte). Una disponibilità ribadita non molto tempo fa in un incontro dell’associazione con uno dei rappresentanti della famiglia. È stata invece declinata la proposta dell’amministrazione comunale di cessione gratuita al comune di San Giuliano Terme.

Cosa possono fare le istituzioni?

Molto, volendo. La cosa più importante da risolvere è il nodo della proprietà. Noi chiediamo che un ente pubblico se ne faccia carico in qualche modo: si aprirebbero così varie possibilità di finanziamento, seppur con un percorso tutto da individuare e con il tempo. Il sindaco di San Giuliano Terme aveva scritto nel 2017 ai proprietari, chiedendo la donazione del bene al comune, e ricevendo risposta negativa. Il comune può (e deve) però acquisire a patrimonio i terreni circostanti la Rocca, appartenenti a due distinti privati diversi dai Camici Roncioni. Su questo fronte c’è ancora molto, troppo lavoro da fare.

Quindi state chiedendo al Comune di comprare la Rocca? Con tutti i lavori che dovrebbe fare in giro per le frazioni?

No. Noi non chiediamo che il Comune di San Giuliano Terme tiri fuori i soldi, compri la Rocca, la ristrutturi e la renda visitabile. Chiediamo “semplicemente” che si faccia promotore delle iniziative necessarie a risolvere la questione della proprietà, che acquisisca i terreni circostanti la Rocca, e poi che sia protagonista nel cercare fondi per il recupero presso gli enti preposti, le fondazioni, i privati. Ci sembra uno sforzo assolutamente accettabile, che numerosi altri comuni hanno fatto finora per i loro beni storici.

Perché i terreni circostanti la Rocca sono così importanti?

La proprietà della Rocca è limitata, grosso modo, all’edificio stesso, ed è circondata da due terreni di due ulteriori privati, uno dei quali comprende anche una strada carrabile di accesso che arriva nei pressi della struttura. Come è facile intuire, se si vuole giungere ad un recupero (e quindi a lavori di messa in sicurezza e valorizzazione) è vitale avere la disponibilità degli spazi che fiancheggiano il bene storico da tutti i lati, e ovviamente una via di accesso. Ecco perché, su nostra richiesta, il sindaco ha avviato dal 2017 trattative con i due proprietari dei due terreni. Da parte di entrambi c’è disponibilità a discutere una forma di cessione bonaria, ma sono state poste condizioni importanti che devono essere valutate. Ad esempio, il privato che possiede strada e terreno “lato pisano” chiede, perché la sua donazione sia concretizzata, che la Rocca sia proprietà del comune. Una condizione che al momento non sussiste e che rischia di far fallire la trattativa.

Che ne è del percorso con la Fondazione Pisa?

Il percorso avviato con la Fondazione Pisa negli anni scorsi si è arenato a seguito della richiesta di una garanzia economica da parte della Fondazione nei confronti del comune di San Giuliano per poter avviare qualsiasi operazione di recupero. Lo studio del centro ASK, commissionato dalla Fondazione stessa, aveva infatti evidenziato una difficile sostenibilità della gestione futura della Rocca restaurata: in conseguenza a questo, e per avere garanzie che il futuro proprietario della struttura, ovvero il comune, mantenesse aperto e in attività il bene per un determinato periodo di anni, la Fondazione ha chiesto al comune una fideiussione bancaria pari all’importo del’intera operazione. In caso di “chiusura” della struttura in un eventuale futuro, la fideiussione avrebbe garantito che la Fondazione riavesse indietro i soldi. Una garanzia che il comune ha affermato di non potersi permettere.

Dunque il famoso studio di ASK ha costituito un ostacolo?

Puntanto tutta l’attenzione sulla sostenibilità della gestione economica futura della Rocca, e valutandola negativamente, ha ovviamente frenato il percorso che era stato avviato. Come abbiamo detto più volte, a seguito di nostri approfondimenti, abbiamo espresso dubbi molto fondati sui risultati a cui è pervenuto tale studio. In particolare, i flussi di visitatori stimati e i costi di funzionamento del bene ci hanno lasciato assai perplessi; lo studio non tiene inoltre conto del flusso di visitatori tra Pisa e Lucca, del contesto di attrazioni del confine Pisano-Lucchese come meta turistica possibile, e di casi simili di gestione di successo in Toscana (uno su tutti, la rocca di Verrucole in Garfagnana).

Non può intervenire qualcun altro, come il FAI?

Il FAI possiede un certo numero di beni in Italia, ma opera principalmente attraverso la sensibilizzazione e la promozione. Ogni anno organizza visite come le Giornate di Primavera FAI, a cui quest’anno ha partecipato anche la Rocca di Ripafratta, vista da oltre 700 persone in poche ore. O iniziative come I Luoghi del Cuore, ogni due anni, a cui abbiamo deciso di partecipare per l’edizione 2018.

Perché avete avviato la raccolta di firme per i Luoghi del Cuore del FAI?

Salviamo La Rocca ha proposto (e sta portando avanti) la candidatura della Rocca di Ripafratta come Luogo del Cuore FAI nell’ambito del censimento 2018. Non è una sfida facile, le firme da raccogliere per ottenere un buon posizionamento sono davvero tante (nell’ordine delle migliaia), ma crediamo sia una mossa importante per avere visibilità. E la visibilità è proprio l’obiettivo principale, anche perché altro non possiamo permetterci: anche arrivando ai primi posti nel censimento, non si potrebbe probabilmente beneficiare di alcun contributo, a causa della condizione proprietaria del bene.
Potete sostenerci votando qui per la Rocca di Ripafratta come Luogo del Cuore FAI.

Non c’era un percorso avviato anche con l’Università di Pisa?

Nel 2017 il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa, il comune di San Giuliano e Salviamo La Rocca hanno sottoscritto una convenzione, in base alla quale il Dipartimento sta lavorando a un progetto di recupero, articolato in più fasi, e che comprende anche un approfondimento gestionale. Ci attendiamo notizie in merito entro il 2018.
Abbiamo anche presentato una proposta per la costituzione di un ente terzo insieme a comune e Università, che possa farsi carico della proprietà della Rocca. Un percorso non facile, che attende di essere approfondito.

Avete mai pensato a un crowdfunding o una raccolta fondi?

La cifra media raccolta dai crowdfunding in Italia è piuttosto bassa per le nostre esigenze. Certamente non adeguata a coprire le spese di acquisto della Rocca e tantomeno di messa in sicurezza. Dovrebbe essere affiancato da un importante finanziamento da parte anche di soggetti come imprese del territorio e fondazioni. E anche così, resta il problema di chi si possa far carico della proprietà.

Dunque qual è la strada più promettente per arrivare a un recupero della Rocca?

Sciogliere il problema della proprietà è il punto fondamentale. Qualcuno deve farsi carico di questo bene storico: potrebbe (dovrebbe, in un mondo ideale) essere un ente pubblico come il comune, la Regione o il ministero dei beni culturali. Potrebbe essere un ente terzo, composto da enti pubblici e associazioni no profit, come abbiamo proposto noi. Potrebbe essere anche un soggetto privato, ma finora non c’è stato alcun interesse manifestato in questo senso, e le intenzioni di un privato andrebbero verificate e confrontate con le necessità del territorio e della comunità.

La Rocca è visitabile?

La Rocca è ammirabile solo esternamente: è infatti costeggiata da un sentiero ufficiale CAI-RET Rete escursionistica Toscana.

Organizzate periodicamente visite guidate?

Salviamo La Rocca aps è autorizzata dal Comune di San Giuliano Terme a effettuare visite guidate ai beni storici del territorio di Ripafratta, ovviamente senza alcuno scopo di lucro. Le visite alla Rocca effettuano il suddetto percorso esterno. In collaborazione con guide ambientali, l’associazione promuove anche escursioni alle altre fortificazioni del confine pisano-lucchese. Seguiteci qui sul sito o su Facebook per conoscere le date delle iniziative previste.

Che cosa è “Fortezze di Confine”?

Fortezze di Confine è un progetto lanciato da quattro associazioni che si occupano di beni storici nel territorio pisano e lucchese: Salviamo La Rocca, Gruppo Archeologico Vecchianese, Associazione “Il Castello” di Nozzano, Italia Nostra Onlus sez. Pisa. L’obiettivo del progetto e del gruppo è di far conoscere e valorizzare tutto il sistema fortificato di confine tra Pisa e Lucca che sorge nella Valdiserchio. Di esso fa parte la Rocca di Ripafratta con le sue torri, ma anche il Castello di Nozzano, le torri e i ruderi presenti sul territorio tra Vecchiano e Lucca, e il santuario di Santa Maria in Castello a Vecchiano, già fortificazione.

Come posso sostenere l’associazione Salviamo La Rocca?

Iscrivendoti, o facendo una donazione (i fondi raccolti vengono usati per le iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e promozione).

Da chi è composta l’associazione?

Da cittadini come voi; molti abitano a Ripafratta, molti altri no, perché la Rocca è un bene che appartiene a tutto il territorio. Scopri chi siamo qui.