Domenica 25 febbraio Salviamo La Rocca aps, l’associazione costituita nel 2012 per promuovere il recupero della Rocca di San Paolino, rinnova il suo consiglio direttivo per il triennio 2018-2021.

Per quanto possano sembrare passaggi formali, questi appuntamenti sono vitali per le associazioni, e in particolare per la nostra. Sono l’occasione per fare il punto e decidere come proseguire.

Nel  2012, quando l’associazione è nata, si era all’indomani di una serie di grandi aspettative e altrettanto grandi delusioni per il recupero della Rocca. Il percorso avviato dal Comune con la Fondazione Pisa era doppiamente fallito, e sembrava non ci fossero concrete speranze. Oggi, sei anni dopo, possiamo dire che molto lavoro rimane ancora da fare ma le speranze si sono riaccese. E, cosa più importante ancora, si parla tanto di noi, della Rocca e di Ripafratta.

Potrebbe sembrare poco, ma non lo è. Oggi, dopo 6 anni, ci sono contatti importanti e progetti in essere. Abbiamo recentemente proposto una soluzione all’annosa questione della Rocca che preveda la presa in carico del problema da parte di un ente terzo, da costituire, che abbia come soci il Comune, l’Università, Salviamo La Rocca e altre realtà che vorranno partecipare. Ci si sta muovendo in questa direzione, anche se ovviamente tutte le strade restano aperte.

A differenza di 6 anni fa, inoltre, non siamo soli. In tutti i sensi. Anzitutto abbiamo da poco superato la soglia dei 150 soci. È vero, non tutti partecipano costantemente alla vita associativa, ma pensateci un attimo: vuol dire che 150 persone, per un po’ di tempo nella loro vita quotidiana, hanno dedicato attenzione e interesse e sostegno alla nostra causa. Non ci sembra una cosa da sottovalutare.

Non siamo soli anche perché in questi anni abbiamo stretto rapporti e collaborazioni con tante associazioni che ci hanno aiutato a promuovere il recupero della Rocca. A tutte queste realtà, passate, presenti e future, siamo ugualmente grati. Principalmente, non possiamo non menzionare il progetto “Fortezze del confine pisano-lucchese“, che ci vede insieme a Italia Nostra, il G.A.V. e l’associazione di Nozzano per promuovere la valorizzazione delle torri e dei castelli del nostro territorio.

E questa probabilente è la chiave del nostro futuro, la visione che il consiglio uscente presenta come risultato e come speranza all’assemblea di domenica prossima: Ripafratta e la sua Rocca finalmente inseriti in un contesto più ampio, il confine pisano-lucchese, il Monte Pisano, la costa Toscana, la Regione. Solo così si uscirà dal ristretto ambito locale che, lo abbiamo già visto, non può produrre soluzioni. Coinvolgere le città capoluogo, in primis Pisa, la Regione, il Ministero: l’unico modo per salvare Ripafratta è uscire da Ripafratta e portare la rilevanza del nostro bene storico all’attenzione del grande pubblico. È quello che abbiamo fatto finora, e ha dato i primi risultati.

Adesso toccherà al nuovo consiglio proseguire su questa strada e indicare anche nuove prospettive, nuovi approcci, nuove modalità di relazionarsi con le istituzioni, nuove strategie per coinvolgere i cittadini e per avvicinare potenziali soci.

Tutte le iniziative che abbiamo messo in piedi, principalmente le visite guidate (in occasione della Festa della Rocca o oltre), hanno riscosso sempre grande sucesso di pubblico, interesse, apprezzamento. È il segno che il nostro territorio ha un futuro, se torna a investire sui suoi beni culturali. Investire sì soldi, ma prima di tutto speranze e progetti. Crederci. Il nostro territorio, noi, dobbiamo anzitutto crederci.

 

Francesco Noferi
presidente Salviamo La Rocca aps

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