Presto sapremo quando sarà discussa la mozione riguardante la Rocca di Ripafratta in Consiglio regionale.

L’ultima volta che a Firenze si è discusso della Rocca era probabilmente il 1504 (data del restauro del Sangallo, come testimoniato dalla lapide posta sopra l’ingresso della fortezza, assieme agli stemmi fiorentini). Quindi non sarà ancora la soluzione, ma almeno è un passo avanti.

Stemmi fiorentini sulla Rocca di Ripafratta

Tuttavia, è bene fare chiarezza circa quello che vogliamo davvero che accada. Usciamo dal vago, è il momento di parlare con grande franchezza.

Non ci troviamo nel migliore dei mondi possibili, e quella che abbiamo davanti non è la soluzione ideale. La soluzione ideale sarebbe stata che i proprietari attuali, la famiglia Roncioni, non essendo in grado di mantenere in stato di sicurezza e decoro la Rocca, l’avessero ceduta al Comune di San Giuliano, come richiesto dal sindaco tempo fa. Questo non è accaduto, e continuiamo a dispiacercene e a deprecare questa scelta.

La proprietà desidera vendere la Rocca, tuttavia, ed ha fatto una proposta al comune. Ad oggi perseguire questa strada potrebbe essere la via più semplice e più breve. Non la più etica o giusta, attenzione. La più semplice e sicura. Chiediamo che che il Comune (o un ente pubblico) compri questo bene storico. Siamo sempre stati favorevoli a che la Rocca diventasse proprietà pubblica: per motivi idealistici, certo (restituirla davvero alla comunità come appartenenza), ma anche concreti. I beni storici pubblici hanno una serie di vantaggi (dalla possibilità di usufruire di fondi di diversa provenienza, locale o statale o europea, alla possibilità di essere oggetto di progetti di comunità in quanto beni comuni, fino all’utilizzo di strumenti come l’Art Bonus nazionale o toscano) che i beni privati non hanno. Non torneremo su questo concetto, che abbiamo espresso più volte.

Adesso che la Regione, verosimilmente, entrerà in campo, la richiesta che fa Salviamo La Rocca è semplice: la Regione sostenga il Comune nell’acquisto della Rocca. Le cifre in ballo non dovrebbero essere proibitive né per l’uno né per l’altro ente. Una volta che la proprietà sia divenuta pubblica, ci sarà tempo e modo per cercare i finanziamenti per una messa in sicurezza. C’è già una convenzione tra Comune,  Salviamo La Rocca e Dipartimento di Ingegneria DESTEC dell’Università di Pisa. Questi tre soggetti dovrebbero formalizzare un luogo di confronto, da allargare poi alle realtà istituzionali e ai soggetti privati interessati, per definire una strategia progettuale e trovare i fondi necessari per una serie di interventi a lotti. Niente progetti faraonici: messa in sicurezza e accessibilità sono i due obiettivi sul breve periodo.

Quindi dalla Regione chiediamo un impegno economico (minimo) ma anche di far parte di questo percorso, in sinergia con il territorio, e lo chiediamo in tempi certi e brevi. È chiedere troppo? No. E del resto non ci possiamo accontentare di meno. Lo ribadiamo, a beneficio di tutti: dichiarazioni solenni, promesse, impegni, aperture di tavoli, road map, faldoni, buoni propositi, interviste, o quant’altro adesso non sono sufficienti. Lo potevano essere dieci anni fa, ma non oggi. Oggi c’è bisogno di risultati concreti, che nessuno finora è mai riuscito a portare a casa. Noi non ci siamo mai arresi e non ci arrenderemo perché questo territorio e la sua gente lo meritano.

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