Gentile famiglia Camici Roncioni,

scriviamo questa lettera per rivolgervi pubblicamente un appello.

In tutti questi anni non ci siamo mai confrontati direttamente, se non in sporadiche e informali occasioni. Nonostante la nostra associazione e il nostro movimento di cittadini portino il nome della Rocca di Ripafratta – di cui siete attuali proprietari – abbiamo sempre voluto rispettare i percorsi formali che le istituzioni, in primis il Comune di San Giuliano Terme, avevano avviato con voi, senza voler interferire.

Adesso, invece, sentiamo il dovere di fare un passo avanti e rivolgerci direttamente a voi.

Il Comune di San Giuliano, per mezzo del sindaco Sergio Di Maio, ha inviato al vostro amministratore, il dott. Luigi Marchetti di Pisa, una richiesta formale di passaggio della proprietà della Rocca all’ente comunale stesso.

A nome dell’associazione, di tutti i suoi soci e degli oltre 2.500 attuali firmatari della petizione che stiamo portando avanti, chiediamo a voi e al dott. Marchetti di accettare la richiesta del Sindaco e di donare il bene storico alla sua comunità.

Tale richiesta del Comune, condivisa con la nostra associazione, è infatti l’approdo finale di una lunga e annosa serie di tentativi – che voi conoscete bene – volti a cercare di mettere in sicurezza e salvare il bene storico attualmente in vostro possesso. Tali tentativi, per motivi burocratici, finanziari o di forma, non sono mai andati in porto. E non vi sono altre serie e realistiche possibilità o alternative.

L’unica speranza per salvare la Rocca di San Paolino rimane quella di seguire l’esempio di numerose altre realtà simili della nostra regione, che sono riuscite a godere di un percorso progettuale e finanziario di livello regionale, nazionale, europeo. Ma queste realtà erano beni di proprietà pubblica.

La nostra richiesta è dunque quella di compiere un gesto di altissimo valore morale ed etico, che renda ulteriormente onore alla storia della famiglia e al suo legame con questo territorio. Un gesto che non mancheremo di valorizzare, e che soprattutto permetterà di avviare, sotto l’egida pubblica, un percorso di messa in sicurezza rapido, perché di questo stiamo parlando, a tutela sì dell’integrità del bene storico, ma anche dei cittadini, delle loro abitazioni, di coloro che usufruiscono dei sentieri ufficiali RET e costeggiano la Rocca visitandola esternamente. Verrà poi una seconda fase, quella del recupero e della rifunzionalizzazione. Fondamentale, in questo, anche il coinvolgimento dell’Università di Pisa, che si va profilando. Inoltre, all’inaugurazione della nostra Festa annuale, erano presenti per la prima volta rappresentanti istituzionali regionali e nazionali: l’onorevole Maria Chiara Carrozza, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale Andrea Pieroni. Da tutti è arrivato l’impegno a farsi promotori del percorso di recupero della Rocca, una volta che questa sia di proprietà pubblica.

La responsabilità di avviare questo percorso, ad oggi, ricade soltanto sulla vostra decisione. Così come la responsabilità di salvare l’intero complesso monumentale, gravemente danneggiato dall’incuria e dal tempo.

Siamo sicuri che nella memoria storica il vostro gesto sarà ricordato a lungo come un atto di grande rispetto non solo per la Rocca stessa – imprescindibile testimonianza storica – ma anche per le persone che abitano questo territorio.

Grazie per la vostra attenzione e a presto,

Associazione “Salviamo La Rocca aps

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